Idee e consigli, Viaggiare da soli
Sei pronto a viaggiare solo?

Sei pronto a viaggiare solo?

Cosa hanno in comune un fotografo professionista,  una giovane donna la cui missione è seguire i propri sogni e un programmatore “runner”? Antonio, Elisabetta e Gabriele apparentemente non hanno nulla in comune. O forse tutto se si fossero incontrati nei loro viaggi in solitaria. Magari sarebbero diventati amici. O semplicemente avrebbero fatto insieme un pezzo di viaggio per poi salutarsi e non rivedersi mai più.  Ma oggi sono i testimoni di un argomento che mi sta molto a cuore: viaggiare da soli.

Ed eccoli qui

Ultimamente sono molto interessata a quello che riguarda il cambiamento e l’evoluzione della nostra vita in generale. Spesso mi chiedo “come si fa ad attivare un vero cambiamento” che ci avvicini di più alla nostra realizzazione personale? Davvero difficile a farsi. Ma certe volte si parte proprio dal superamento di una paura, anche piccola e semplice (iniziate con un fine settimana in solitaria per esempio, anziché con un lungo viaggio) ;)  per scoprire una nuova parte di noi, per aiutarci a battere un muro che apre definitivamente la vista a nuovi orizzonti…geografici, culturali e interiori.

ph: Antonio Pistillo - Viaggio in thailandia

ph: Antonio Pistillo – Viaggio in thailandia

Ma questo articolo vuole essere anche un incoraggiamento a chi si appresta per la prima volta al viaggio in solitaria. Il punto è che certe volte la paura sembra davvero troppa. Ci mette di fronte ai nostri limiti e superarli significa soffrire un pò e impegnarsi.  E questo è ancor più vero per noi donne del sud Europa. La nostra cultura (sì perchè è anche una questione di cultura) non ci abitua a pensare ad anni sabatici, a viaggi lunghi da sole. Ci induce invece a pensare che quel mondo “laggiù” sia troppo pericoloso per noi donne sole. L’ho testato  sulla mia pelle. Mentre ero in giro per il centro America (tra Messico, Guatemale e Belize) totalmente all’avventura, ma in coppia, incontro una ragazza olandese zaino in spalla, che stava viaggiando sola. Bene, lei dormiva nelle amache all’aperto di una specie di pensione in Guatemala, che allora diciamo non era il posto più tranquillo al mondo. A me sembrò strano (…ovviamente non voglio incitarvi adesso a dormire all’aperto in Guatemala!!), eppure lei viaggiava sola, serena e tranquilla.

Certo la prudenza non è mai troppa, ma la fiducia nel prossimo, la positività e la propositiva sono i compagni di chi viaggia da solo, uniti a una buona dose di intuito. Se siete fiduciosi verso il mondo e liberi mentalmente sicuramente sarete più propensi al viaggio.

Chiacchiere a Lisbona con la gente del luogo

Chiacchiere a Lisbona con la gente del luogo

Ma andiamo con ordine e scandagliamo i viaggi dei nostri tre protagonisti per trarre qualche conclusione importante in merito.

Antonio ha passato un mese in  Thailandia da solo, comprando i biglietti solo una settimana prima. L’unico programma era quello di passare le prime due settimane al sud e le ultime due al nord (leggi l’intervista).
Elisabetta si trovava in Oman quando ha deciso di andare in Iran da sola: ha fatto il visto all’arrivo rischiando che la rimandassero a casa. E’ partita senza un itinerario preciso: arrivare a Teheran e da lì “all’avventura” (leggi l’intervista).
Gabriele viaggia in moto tra Croazia-Ungheria-Slovenia. Anche qui c’era un unico punto fermo, Budapest, ma senza un itinerario preciso: ha preferito lasciarsi trasportare dalle “cose meravigliose lungo il cammino”. (leggi l’intervista)

Ed ecco subito il primo denominatore comune: la NON pianificazione.
Ovvero: studia il viaggio, capisci cosa sicuramente desideri vedere, ma poi fatti trasportare da quello che succede. Il punto non è cosa vedere, ma come. D’altronde non devi rendere conto a nessuno!

Il sentimento dominante prima della partenza: entusiamo, entusiamo, entusiamo a detta di tutti.  Il sentimento della carica positiva.
Al secondo posto si presenta puntualmente la paura, anche per cose apparentemente strane.  Ognuno di noi in fondo si “fissa”, in senso buono, su quello che più riguarda le proprie priorità e abitudini. Per esempio Gabriele si preoccupa del consumare i pasti da solo (per poi scoprire che invece gli piace molto), Elisabetta di fare troppe foto e in certi momenti durante il viaggio si sente sola, Antonio invece teme che qualcosa possa andare storto e che quest’avventura tanto attesa possa quindi trasformarsi. Eppure quella stessa paura, che puntualmente viene superata in questi viaggi, si trasforma in un ricordo piacevole che ci fa sentire orgogliosi al ritorno, ripensando a quello che abbiamo fatto.

Il mio autostop  in Guatemala

Il mio autostop in Guatemala

E ora andiamo alle aspettative.
Questa volta le aspettative sono più semplici da gestire rispetto alla vita quotidiana. Questo perché  sono legate solo a noi stessi e non includono giudizi  e condizionamenti da parte di altri. Se pensiamo che le uniche aspettative sono “la libertà”, il desiderio di “poter ascoltare maggiormente la parte più profonda” di noi stessi o addirittura “niente”, capiamo bene che la prospettiva del viaggio cambia drasticamente. Siamo liberi. Da qualsiasi schema, condizionamento, tempo, che non sia il nostro ritmo di viaggio e in fondo di vita. Per questo uno dei punti che mi è piaciuto di più di queste interviste è stata proprio la riflessione  sulle aspettative. La libertà di cui sopra genera apertura totale e ci permette di godere di qualsiasi momento in modo genuino. Così allo stesso modo se abbiamo preconcetti su una certa cultura è più facile sfatarli, entrando in contatto in modo vero e diretto con il luogo, le persone e in sostanza con la vera anima del viaggio.

Elisabetta  per esempio si era fatta un’idea degli iraniani solo attraverso i mass media, mentre si è accorta che in realtà sono molto diversi dagli arabi e da quello che quotidianamente ci viene raccontato. Scrive:  “l’Iran a dicembre ha un’aria cristallina e dei monti che mi ricordano casa mia a Torino”. Io, per esempio, non l’avrei mai immaginato.

E questo ci porta subito al punto successivo: noi cambiamo il nostro modo di essere quando partiamo soli. O meglio, quando ci relazioniamo soli ad un mondo completamente nuovo, mettendoci in gioco in ogni istante per quello che siamo realmente. Per questo sono molto d’accordo con Antonio quando scrive che “stando in solitaria puoi contare solo tu stesso, se non vuoi perderti devi segnarti dei punti di riferimento che dovrai tu ricordarti e per questo si guarda con maggiore attenzione e si cerca di usare tutti i sensi con maggiore intensità“.

Elisabetta e il suo amico iraniano

Elisabetta e il suo amico iraniano

Allo stesso modo nelle relazioni qualcosa ci spinge ad essere più estroversi e flessibili. Elisabetta in viaggio conosce due iraniani –  un ragazzo che vive a Los Angeles e fa lo chef per i vip e suo zio – e due giorni dopo  si trova in macchina con loro diretta a Esfahan. “Un viaggio che è stato catarchico” – scrive – “che mi ha arricchita di tutti i loro sogni, i loro segreti e le loro storie. Non lo dimenticherò mai”.

Mi rendo conto che un viaggio del genere ti lascia qualcosa di indelebile nel cuore. Gabriele dice “tutto”. E poi mi fa una lunga lista di cose, perché se ci pensate è più forte di noi: ripercorrere mentalmente l’itinerario di un’esperienza che ci ha reso felici ci porta subito a volerla condividere. E così leggo di albe viste dalla nave prima di sbarcare a Dubrovnik, di un tornado sul lago Balaton (vissuto da dentro la tenda), leggo delle amicizie di Elisabetta a Teheran e della curiosità gioiosa delle persone incontrate in Thailandia da Antonio….c’è un mondo intero di emozioni che per il breve periodo del viaggio hanno regalato a chi l’ha vissuto sorpresa, felicità e benessere.

solitaria-in-moto-balcani-viaggiare

La moto di Gabriele in viaggio nei Balcani

Ed ecco adesso una domanda molto importante dell’intervista:

Cosa suggerisci a chi si appresta al primo viaggio in solitaria?
E qua vi lascio ai virgolettati affinché ognuno ritrovi nelle parole degli altri la voglia, il desiderio e la motivazione per lasciarsi ispirare, fermo restando che cliccando qui potete leggere tutte le interviste in modo integrale.

Antonio

Scegliti una meta che ti dia sufficiente sicurezza e lascia tutte le tue paure a casa. Se viaggi senza timori, sicuro di quello che stai facendo, potranno solo capitarti grandi avventure.

Elisabetta:

Non abbiate paura di buttarvi: le cose belle arrivano quando si ha il coraggio di provare una strada nuova. Bisogna sempre affrontare le proprie paure e fare qualcosa che ci spinga al di là delle nostre sicurezze. E fidatevi del vostro istinto: se vi trovate in una situazione che non vi fa sentire a vostro agio, o magari poco sicure, seguite l’istinto e andatevene. Il nostro intuito raramente sbaglia. E tenete sempre informato chi è a casa dei vostri spostamenti. Per il resto, consiglio a tutti almeno un viaggio da intraprendere da soli: il viaggio diventa una scoperta non solo dell’altro, ma soprattutto di sè. E non sarete mai più gli stessi.

Gabriele

Non decidere la data del rientro (se ti è possibile ovviamente, io non avendo aerei da prenotare avevo margine…) Vai in un posto dove non parli la lingua (porti la sfida su un livello più alto, credimi, ne vale la pena) Evita le grandi città (in una solitaria a Londra ti sentiresti sopraffatto, mentre nel fare il cammino di Santiago saresti assolutamente a tuo agio).
Infine il consiglio banale: Vai, non guardanti indietro e vai. Poche cose nella vita ti arricchiranno come un’esperienza del genere.

 

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12 Comments

  1. Maria

    maggio 4, 2014 at 9:09 am

    Ho fatto il mio primo (micro rispetto ai vostri) viaggio da sola a Londra e posso dire che no, non è vero che ci si sente sopraffatti, si possono fare incontri e condividere tanto anche in una grande città e sono contentissima di quell’esperienza. Non può essere il luogo ma lo spirito in primis, cambia solo il contesto, non bisogna andare in Messico o in Iran per provare qualcosa di nuovo, magari solo un po’ meno forte si, in fondo non tutti vogliono partire in quinta:)

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    • Erica lav

      maggio 4, 2014 at 11:16 am

      Ciao Maria sono assolutamente d’accordo! ognuno parte con la propria velocitá e sopratutto non é detto che tutti sentiamo l’esigenza di provare le stesse esperienze. Per questo ho voluto raccontare viaggi cosí diversi tra loro. Gabriele il ragazzo del viaggio in moto, mi ha scritto “certo il mio viaggio rispetto a quello della ragazza sola in Iran” ;)..ma ogni storia é bella a modo suo!
      In generale penso che certe volte spingerci oltre le cose che ci sembrano inizialmente paurose ci apra grandi orizzonti interiori. E il viaggio in solitaria..credo sia proprio una di quelle esperienze!
      Grazie del tuo commento!

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    • Elisabetta

      maggio 4, 2014 at 1:03 pm

      Ciao Maria, anch’io ogni tanto mi regalo un viaggetto a Londra perchè è una città che ogni volta mi regala emozioni diverse. Hai ragione che non è il luogo ma lo spirito a contare: io sono stata benissimo a Tirana, che forse non è contemplato come il massimo dell’esperienza di viaggio, ma avevo il morale alto e voglia di conoscere la gente del luogo e le sue abitudini. Ciao!

      Reply

  2. Elisabetta

    maggio 4, 2014 at 7:32 am

    Ovviamente, appena pubblicato il tuo post su Facebook ;) http://www.facebook.com/Toohappytobehomesick

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  3. Elisabetta

    maggio 4, 2014 at 7:16 am

    Grazie per avermi citata in questo bellissimo post, Erica! Ovviamente io scopro le cose sempre in ritardo, ma meglio tardi che mai :)
    ps. Originale questo cono gelato-Captcha!!

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    • Erica lav

      maggio 4, 2014 at 11:22 am

      Miii te l’avevo mandato in anteprima il post e infatti mi chiedevo com’é che eri silenziosa!..fra l’altro il tuo bellissimo racconto mi ha permesso anche di sfatare il mito delle donne che viaggiano sole in certi posti…(che io combatto anche in altri ambiti della vita!!). Quindi grazie ancora!!

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      • Elisabetta

        maggio 4, 2014 at 1:00 pm

        Mmmh… forse ero silenziosa perchè ho avuto un tour dietro l’altro e il tuo post me l’era perso nelle sabbie del deserto ;) grazie ancora, e sappi che a breve starai per essere citata :)))

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  4. Rita

    aprile 17, 2014 at 10:41 am

    Ciao Erica…questo post mi ha messo tanta energia positiva. Non so ancora se farò un viaggio sola, ma è una cosa a cui penso spesso. Superare la paura e certi limiti non sempre è facile e ci vuole una buona dose di motivazione…ma quello che ha letto mi ha messo un sacco di entusiasmo (e se ci penso ho voglia di mettermi alla prova). Ti tengo aggiornata…magari comincio davvero con qualcosa di semplice ;).

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    • Erica lav

      aprile 18, 2014 at 10:50 am

      bastano anche pochi giorni, non troppo lontano ;).Sapere che qualcuno ha trovato anche un piccolo giovamento o ispirazione da questo articolo, mi fa sentire di aver realizzato il mio obiettivo e sono felice. Quindi grazie e fammi sapere ;)

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  5. Stefania

    aprile 16, 2014 at 10:47 pm

    Ho provato tutto questo quando sono andata da sola in Messico. Quasi tutti mi hanno suggerito di stare attenta, reputandolo un luogo pericoloso per una ragazza da sola. Sono partita con un po’ di paura ma, una volta lì, ho fatto un’esperienza meravigliosa: con un po’ di intuito e attenzione, si può viaggiare da soli e riportare a casa più coraggio, insieme a tanti ricordi indimenticabili!

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    • Erica lav

      aprile 17, 2014 at 7:05 am

      Ciao Stefania e grazie! Sai quando ho deciso di scrivere questo post volevo rassicurare una mia amica che sta per approcciarsi al primo viaggio sola. Poi leggendo le interviste ho pensato che tutto questo poteva ispirare e incuriosire chiunque verso un modo diverso di viaggiare e di approcciarsi alle esperienze. Ogni grande esperienza secondo me porta con sé una paura, ma poi quando la superiamo non siamo più gli stessi. Per questo ogni testimonianza come la tua è importante oltre che per condividere idee e opinioni anche per incoraggiare :)

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