Cronache di viaggio, Patagonia, USA
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Patagonia

Qualche settimana fa ho chiesto a degli amici di raccontare un viaggio che li ha cambiati. Qualcosa che fosse riferito al contatto con la natura e che avesse segnato una svolta nella loro vita. 

Ennio è stato il primo ad accogliere il mio invito e qui racconta il suo indimenticabile viaggio in Argentina. Buona lettura.

Testo e foto: Ennio Albano

L’Argentina è stato uno dei viaggi più belli che ho fatto nella mia vita e dubito che riuscirò a provare le stesse sensazioni che ho avuto durante quelle 2 settimane. Tralasciando la bella città di Buenos Aires, enorme, carina, piena di gente simpatica, ristoranti dove, oltre a mangiare bene si assisteva a bellissimi spettacoli di flamenco;  senza parlare poi della zona del Caminito, dove si ballava per strada. Direi che per entrare più nel merito, dobbiamo prendere un aereo e spostarci un po’ più sud, alle cascate di Iguazu.

Come poter dimenticare le due giornate trascorse ad Iguazù, la gita in gommone, la doccia del fiume, i tapiri, le iguane e le farfalle?? 

Cascate Iguazù

Il lato Brasiliano delle cascate Iguazu è dislocato praticamente su un fianco della collina da dove è possibile osservare le cascate e tutto ciò che fanno i turisti che le visitano dal lato Argentino. E’ buffo, ma è così. Da lì osservi il parco, le cascate, le passerelle e arrivi fino a davanti la gola dove i bravi brasiliani hanno costruito un imponente punto di osservazione. La parte più bella però è quella argentina, che con una altrettanto bella escursione organizzata, permette anche di fare il “bagno” sotto le cascate a bordo di un gommone. Il rumore dell’acqua che precipita a pochi metri, per non parlare degli schizzi che ti impediscono di aprire gli occhi,  l’acqua che finisci anche per bere durante qualche urlo..  tutto questo trasformano una escursione in una esperienza indimenticabile. A seguire, quando finisci il bagno in gommone, e ti sei asciugato dopo la scalata su nella parte alta, inizia la grande passeggiata sulle passerelle che  ti portano fino ad un passo dalla gola. Anche lì, scena suggestiva, per suoni, rumori, profumi e anche un po’ di incoscienza: dicevano che ogni tanto qualche passerella si è rotta improvvisamente..

L’elemento acqua dell’Argentina è ricorrente e a totale differenza del Brasile, dove per acqua si intende, mare cristallino, sole, spiagge e belle donne, in Argentina, l’acqua è sinonimo di natura incontaminata, di posti mozzafiato ma soprattutto di una fauna vista di solito in cartolina. 

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Atterrati a Puerto Madryn, città della provincia di Chubut, nella Patagonia è protetta dal Golfo Nuevo, formato dalla penisola di Valdés e da Punta Ninfas. La tappa mi era stata consigliata per via della possibilità di vedere le balene, le orche e i pinguini. La città è stata il punto di partenza ideale per visitare la costa della penisola di Valdés e la pinguinera di Punta Tombo, una delle più grandi del mondo, per estensione e per popolazione. La gita in barca in mezzo alle foche e ai leoni marini, assieme alla passeggiata tra i pinguini hanno reso questa tappa indimenticabile, ma poiché sono arrivato lì a gennaio, le balene si erano già dirette altrove.. che peccatoooo!! Ci sono rimasto di un male.. non hai idea quanto.. soprattutto quando con la barca ci siamo ritrovati davanti ad una colonia di leoni marini che sbucando dall’acqua ruggivano come a volerci allontanare.

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La seconda giornata li è stata caratterizzata da una gita in macchina per 400 Km per visitare appunto la pinguinera.. e che dire? Passeggiare in mezzo ai pinguini, rischiare qualche beccata nel tentativo di accarezzarli, scoprire che al pinguino tutto sommato piace essere fedele, che è un grande amante, e che non dispiace stare al caldo è stato tutto una piacevole sorpresa.

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In questi posti ascolti i suoni e le voci degli animali che li popolano, senti gli odori che li caratterizzano ma respiri le loro vibrazioni quando i loro occhi incrociano i tuoi! Difficile da spiegare!!

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Ma c’è ancora da visitare.. si prende un altro aereo e si va più giù. Nel punto più depresso della Terra del Fuego, Ushuaia.. E’ suggestivo soltanto il passaggio che fa Google Earth quando ti sposta da Palermo a Ushuaia, immaginate di atterrare dentro una cartolina, con sfondo le montagne innevate, il mare e una piccola cittadina tutta colorata: Uno spettacolo!!

Ushuaia è uno dei posti abitati più vicini al polo sud, anzi è la città più australe in assoluto. Si affaccia davanti il suggestivo canale di Beagle, è circondata da cime innevate, i ghiacciai e rappresenta anche l’ultima destinazione della strada che collega da nord a sud tutte le principali città argentine da Buenos Aires (3000 Km circa).

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Avevo deciso di stare un giorno in più qui nella speranza di trovare qualche escursione da prendere al volo per il Polo SUD. Niente da fare: non esistono escursioni al volo,  ma solo mini crociere con tanto di nave, attrezzatura a corredo per poter sbarcare sulla banchisa per un totale di almeno 6 giorni di viaggio. Sembra che usciti dalla pace del canale di Beagle, il mare li diventa davvero mosso.

Per consolarsi.. Trekking nel parco, salita sul ghiacciai e tour nel canale di Beagle, vecchio villaggio di pescatori e allevamento di cani da slitta con tanto di gioco,  hanno reso 3 giorni in questo posto comunque indimenticabili!

I giorni passano, l’ufficio chiama, ma io lascio sbattere tutti e come da programma…altro aereo che atterra a El Calafate per la visita del Perito Moreno: un enorme ghiacciaio! Spettacolo imperdibile e ti assicuro fantastico.

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Cosa è un ghiacciaio lo saprai, è una enorme massa di ghiaccio.. e se invece fosse neve? tanta neve??
Il Ghiacciaio Perito Moreno è un ghiacciaio situato nel Parco nazionale Los Glaciares, nella parte sud-occidentale della provincia di Santa Cruz, vicino El Calafate in Argentina. E’ composto da un accumulo di neve, depositata lungo un vasto pendio, si estende per 250 km² e per 30 chilometri in lunghezza, è la terza riserva al mondo d’acqua dolce.

Il Perito Moreno non è fermo, è un ghiacciaio in movimento. Il suo fronte è formato da una lingua anteriore lunga circa 5 km che si innalza per oltre 60 m sul lago Argentino. Il ghiacciaio si muove di circa 2 metri al giorno perché alla base c’è una sorta di cuscino d’acqua che lo tiene staccato dalla roccia. Quando il fronte del Ghiacciaio venendo giù raggiunge l’altra sponda del lago Argentino, forma una diga naturale che a causa dello sbarramento, fa sollevare il livello d’acqua della parte del lago di 30 metri, questo genera una enorme pressione sul ghiacciaio che finisce per erodere il suo fronte.
Il fronte quindi si scioglie e provoca il distacco di enormi blocchi con un boato imponente al loro impatto con l’acqua.
Bene.. la vibrazione la senti dentro.. è spettacolare.. Ad ogni distacco segue un applauso, una urlo etc..

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Ma se vedere tutto dalla passerella di fronte ti lascia una strana sensazione, una vibrazione, e una spettacolo indimenticabile.. (non a caso nel mio uficio, se ricordi bene, alle spalle ho un quadro che riprende appunto una foto che ho scattato del perito Moreno) ben altra cosa è salire su una barca e navigare verso il fronte.. per vedere la sua maestosità proprio li.. davanti! Man mano che la barca si avvicinava venivamo investiti da un vento così gelido che era davvero difficile stare sulla coperta nonostante fossi imbacuccato bene!

Il vento gelido scendeva direttamente dalle Ande, scivolava sul letto del ghiacciaio, venendo giù l’aria si raffreddava sempre di più quindi acquisiva velocità. Sembrava come di stare davanti ad un enorme ventilatore a velocità costante!  Man mano che ci avvicinavamo al fronte lo spettacolo prendeva forma,  fino a quando ti rendi conto di essere su una specie di nocciolina davanti ad una montagna di ghiaccio. E mentre eravamo  tutti con il naso all’aria, la bocca aperta, infreddoliti, sentiamo un CRACK. Vediamo venire giù un blocco.. grande si e no 10 volte la barca..e arrivato in acqua, si sente una grande esplosione. Come una bomba..che emozione! E poi.. mamma che paura.. un’enorme onda sia è avvicinata verso la barca, che ha virato immediatamente per assecondarne il passaggio..

Insomma, se da sopra vedi una cosa da sotto ne vedi un’altra.
L’ultima escursione che ho fatto è stata con le jeep, in montagna, con un enorme Condor che ci ha seguito tutto il tempo dall’alto per finire sulla montangna davanti il lago Argentino in un accampamento. Fortissimo il barbecue con salsicce e salsette in montagna.

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L’Argentina va visitata e va vissuta.
Il contatto con la natura, i suoi suoni, gli odori, le espressioni degli animali, ma anche la stessa gente che vive nella Terra del Fuego ti trasmettono pace, serenità, voglia di tranquillità e ti chiedono di dimenticare tutto, di non pensare a nulla e di lasciarti andare.
Una cosa è dire: “sono stato in Argentina”, divers è  dire.. “sono stato in Patagonia!”

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3 Comments

  1. Sunday

    aprile 27, 2013 at 2:47 pm

    Bellissimo!

    Reply

  2. Ennio Albano

    aprile 1, 2013 at 7:41 pm

    Grazie a te, ho rivissuto una esperienza indimenticabile.
    Invito tutti a visitare l’Argentina e se avete dubbi, domande o perplessità, non esitate a chiedere! :)

    Reply

    • Erica lav

      aprile 2, 2013 at 3:31 pm

      Appena ho visto le foto dell’Argentina ho provato una gioia immensa e il desiderio di condividerle. L’Argentina è sempre stato il viaggio dei miei sogni, e prima o poi ce la farò ;).
      Ennio grazie a te di aver condiviso questa esperienza con me e con chi leggerà questo post! Per qualsiasi info, scrivete qui, vi risponderà Ennio :). Anzi invito tutti quelli che hanno fatto questo viaggio ad aggiungere la loro!

      Reply

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