Cronache di viaggio, Sicilia
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Passeggiando per Palermo

La domenica di pasqua, stanca del fatto di dover mangiare per forza e ancora felice per la bella giornata, ho fatto una passeggiata per le vie del centro di Palermo, ripercorrendo un itinerario che amo molto e che vi ripropongo.

Lascio la macchina vicino il teatro Massimo, proprio di fronte l’entrata del mercato del Capo, che vista la giornata era un pò desolato. Seguo la via principale del mercato che sfocia poi in corso Vittorio Emanuele, proprio alle spalle della nostra bella Cattedrale di Palermo. Mi stupisco sempre pensando a quanti popoli e culture ci hanno dominato e a come abbiamo scolpito nel tempo  le nostre opere, mescolando stili e tradizioni fra di loro. E questo vale anche per la cattedrale. Peccato però che alla facciata così imponente e bella, non corrisponde altrettanto splendore all’interno.

Tornando fuori ripercorro Corso Vittorio Emanuele  fino all’incontro con i quattro canti, ma prima di arrivare faccio capolino  in una delle minuscole viuzze che tagliano il corso. Mio padre sostiene che furono gli arabi a progettarle così strette, per fare in modo che il sole cocente non potesse infilarsi, rendendole così più fresche…non so quanto sia vero, ma sicuramente questa storia ha un gran fascino e sapendo che in fondo parte di questa area di Palermo potrebbe rientare nel vecchio quartiere Kalza, fondato dagli arabi appunto, diciamo che la spiegazione potrebbe anche convincermi.

Continuo verso Piazza della Vergogna. In realtà noi la chiamiamo così per la nudità delle statue, ma il nome vero è Piazza Pretoria, bellissima anche se gli edifici intorno sono in ricostruzione. Le figure mitologiche, il colore della pietra e gli edifici intorno rendono questa piazza molto bella, illuminata da una luce speciale,  sopratutto al tramonto. Faccio ancora qualche foto e poi salgo su per la scalinata della chiesa San Cataldo alle spalle. Da piccola era una delle mie preferite, perchè con le sue cupole rosse e la tipica architettura araba, mi sembrava un’edificio fuori dal tempo e dal contesto urbano. Ed effettivamente guardandola oggi, è proprio così.

La mia passeggiata mi porta sempre più vicina al mare e nel cuore del vero quartiere Kalza. Passo da Piazza San Francesco d’Assisi, dove si trova la chiesa omonima, bellissima nella sua facciata che si erge nella piccola piazza, che invece la sera cambia volto,  ospitando in una cornice d’eccezione la famosa “Focacceria San Francesco”, dove potrete assaggiare le specialità palermitane, compresi i fritti, pezzi di rosticceria, sfincione, pane con la milza, panelle e crocchè e tanto altro…un giorno farò un post dedicato solo al cibo ;). Dalle stradine interne, limitrofe alla chiesa, sbuco in Piazza Marina, con le sue querce secolari, dove si respira sempre un’aria di pace e tranquillità. Anche qui la sera, la piazza di riempe di gente.

Tutto intorno sono sorti ultimamente locali e ristorantini. Ma oggi non c’è nessuno in giro per le strade e quindi mi godo questo venticello leggero e il cielo azzurro. Faccio il giro della Piazza fino a trovare di fronte la chiesa di Santa Maria della catena, esempio di un’architettura mista tra gotigo e rinascimentale. Proseguo seguendo Corso Vittorio in direzione mare. Poco prima di arrivare a Porta Felice, sulla destra salgo gli scaloni che portano alle mura delle cattive, una grande terrazza di origine ottocentesca che si affaccia sul foro italico, sul porto e la costa palermitana. Si chiama così perchè le cattive  in siciliano identificano le vedove, che appunto passeggiavano sulle mura per tenersi lontane dalla passeggiata più battuta che era invece quella dell’antistante foro italico.

Per oggi mi fermo qui. ma tornerò presto su questi ciotoli perchè questa è in assoluto la parte della città che più adoro.

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2 Comments

  1. Pasqua in Sicilia | storieinviaggio

    agosto 30, 2013 at 9:09 am

    […] cittadini di Prizzi, che logisticamente si trova a metà tra Palermo e Sciacca si svolge un singolare rito della domenica di Pasqua. Nel corso principale, addobbato ad […]

    Reply

  2. […] vi racconto del mercato “Lla Vucciria” di Palermo..la parola mercato è un pò impropria, adesso il mercato in fondo quasi non esiste più o per lo […]

    Reply

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