Cronache di viaggio, Europa, Spagna e Portogallo
Lisbona: la città dei miradouri

Lisbona: la città dei miradouri

Non so spiegare esattamente cosa abbia questa città di così bello e coinvolgente.  A prima vista può sembrare decadente e in alcuni angoli abbandonata a se stessa. Eppure ha un’intensità e un calore che ti arrivano fino al cuore.

La prima volta che ci sono stata mi ha stupito. Non me l’aspettavo.
La seconda volta ho pensato di trasferirmi e letteralmente andarci a vivere.
La terza mi sono meravigliata nel sentirla sempre così vicina a me e per niente scontata.

lisbona-vista-oceano Quando penso a Lisbona ho subito davanti agli occhi  quella sua luce forte, l’oceano che si presenta quasi sempre in fondo alle strade o dall’alto di uno dei miradouri. E poi quel venticello fresco. E quell’atmosfera. Quell’aria di chi vive il presente. Di chi c’è, ma non pensa troppo avanti. Vedi le persone affacciate ai diversi “miradouri” che è come se si lasciassero inebriare dalla luce forte, come se si lasciassero aprire il cuore di fronte al mare e niente esistesse più. Quale sensazione di benessere ti attacca così forte al presente se non quella di quando ti rilassi completamente davanti al mare (l’oceano) dominando l’orizzonte infinito? Ecco Lisbona è la città dai mille orizzonti infiniti…che sono i suoi belvedere (miradouri)  ricchi di storia disseminati ovunque.

Lisbona - artisti di strada

Lisbona – artisti di strada

Ho letto diversi racconti di viaggio, recensioni e opinioni su Lisbona e in tutti è chiaro questo fascino speciale. Allora riprendo anche io una frase di Saramago, uno dei miei autori preferiti (cit. da l’anno della morte di Riccardo Reis)

“Non dimenticare che siamo a Lisbona, da qui non partono strade”

Arrivi attraversando il ponte Vasco De Gama che lascia alle spalle il fiume Tago e davanti a te solo l’oceano. Sei al confine di questa Europa. Che tu ti senta giunto a destinazione o no, come sussurrano le parole di Saramago, sei al confine di qualcosa.  Non so se è esattamente questo quello che voleva dire, ma c’è in Lisbona una bellezza sottile e decadente che ti porta indietro nel tempo e allo stesso tempo ti fa sentire vivo. O forse questo è solo l’influsso poetico della città che si consuma nell’immaginario collettivo con l’idea della “saudade”, quel termine che solo i portoghesi sembrano saper spiegare.  Non è esattamente e solo nostalgia del passato e del tempo perduto. E’ quella malinconia che si prova pensando agli attimi di felicità. O quando nell’attimo stesso in cui ci apprestiamo a godere di qualcosa, abbiamo la consapevolezza che la felicità non dura più di un attimo.

lisbona-strade

Tornando alla sensazione di confine, c’è un posto dove veramente l’ho provata: “Fisterre”. Poco a nord del Porgallo, al confine con la Spagna, questo è il punto più occidentale dell’Europa.  Come dice la parola “finis terrae”: è la fine della terra. Un luogo mitico e simbolico nella storia. Per i pellegrini medievali del Cammino di Santiago era il luogo dove si raccoglieva la conchiglia – Concha de Santiago – per dimostrare di aver percorso l’intero cammino.

Anche qui, vero o non vero, forse basta credere qualcosa per renderla reale. E una cosa è certa nei territori della Galizia e del Portogallo c’è un’atmosfera speciale e magica.

miraduro de Gracia - lisbona

Vista Miradouro de Grarica

 

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