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L’aurora boreale

L’aurora boreale

Visto che anche per quest’anno dovrò saltarla, ho deciso di avvicinarmi all’aurora studiandola e cercando di capire effettivamente di cosa di tratta. Come dire: “mi porto avanti per l’anno prossimo”!
Quello che mi eccita e mi incuriosisce è il fatto che si tratta di un fenomeno ottico capace di svelare l’attività esplosiva e la carica magnetica di particelle così piccole (da essere invisibili), ma in realtà (a nostra insaputa) così potenti da generare una luce sovrannaturale e in alcuni casi dei SUONI. Sì, suoni! Suoni simili a sibilli.

Magari per un fisico è qualcosa di scontato, per me non lo è assolutamente. L’origine di questo suono nello specifico deriva da perturbazioni del campo magnetico terrestre provocate da un aumento della “ionizzazione dell’atmosfera sovrastante” (mah..).

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Foto Beverly – Creative Commons

Di cosa si tratta?

Per spiegare bene di cosa si tratta vi consiglio il supporto di Wikipedia 

Ma in sostanza, per capirci, le radiazioni prodotte dal sole che viaggiano verso la terra, formando il cosiddetto vento solare, entrano in contatto con il campo magnetico della Terra, caricando così le particelle elettriche che emettono questi straordinari fasci di luce colorata. 
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I colori predominanti sono il verde, il rosso e l’azzurro. La forma tipica è quella ad arco. Leggo qui che “dopo la mezzanotte, l’aurora può assumere una forma a macchie, ognuna delle quali lampeggia ogni dieci secondi circa, fino all’alba”. Andando indietro nel tempo, una delle aurore storiche è stata “la grande aurora” del 1959 avvistata in gran parte del territorio americano: talmente potente da causare forti interferenze con gli strumenti di rilevazione di diversi centri di analisi. Questo evento permise di sviluppare dei modelli scientifici per spiegare questi fenomeni sui quali ancora non c’erano teorie strutturate. E si scoprì così che la sua insorgenza era collegabile ad un gruppo di macchie solari di dimensioni curiosamente grandi e quindi in sostanza all’attività solare.

Allora capito il nocciolo, viene subito da chiedersi: ma visto che si tratta di un fenomeno che dipende dal sole e l’attività solare è di fatto sempre costante, vuol dire che le aurore esistono sempre? E qua mi viene in supporto il web con la risposta!
Sì, se vivi sopra i 65° di latitudine!… nord o sud, quindi parliamo delle zone del circolo polare artico.

Dove e quando vedere l’aurora boreale

In generale è possibile “avvistare” l’aurora boreale con facilità in certi periodi dell’anno, sopratutto se non riesci ad arrivare in posti così lontani come i poli ;). Il periodo migliore è quello della lunga notte polare, ovvero i mesi autunnali e invernali, dove le ore di buoi sono maggiori nel corso della giornata. In realtà la notte polare si verifica a latitudini elevate vicine ai poli: durante l’inverno il sole non sale mai sopra la linea dell’orizzonte e quindi è notte per buona parte della giornata. In Europa non ci sono luoghi dove questo effettivamente avviene, ma esistono territori come ad esempio le isole Svalbard o l’area limitrofa a Capo Nord in Norvegia, dove il giorno risulta comunque molto buio. Per fare un altro esempio, in Islanda il primo gennaio le ore di luce sono circa 4/5.

Quindi Islanda, Alaska, Canada sono posti perfetti in inverno..o se volete rimanere più vicini, potete ascegliere la penisola Scandinava, avendo cura di arrivare nei posti più a nord, come la cittadina di Tromso in Norvegia, facile da raggiungere (magari arrivate con un low cost fino a Oslo e da lì volo interno).

Ho letto che in molti casi le gite notturne consistono proprio in un allontanamento dai centri urbani, attraverso itinerari organizzati (dove vi forniscono delle tute termiche) e si cammina in mezzo alle radure dove persistono le migliori condizioni per l’avvistamento. A livello turistico se siete impazienti e incapaci di progettare un viaggio nell’incertezza non si tratta del viaggio che fa per voi. Non è infatti mai assicurato che si possa vedere l’aurora. E necessario programmare una sosta di qualche giorno nei territori di maggiore frequenza. Nel periodo giusto le aurore si presentano con una frequenza di un paio di giorni, ma sono troppi i fattori che le determinano: la posizione del sole, l’attività magnetica e le semplici nuvole.
Quindi non abbiate fretta. Aspettate la natura e contemplate il silenzio.

Insomma che vi sentiate dei piccoli fisici o no, se siete un viaggiatore e amate la natura, credo che questo sia uno di quegli spettacoli che non è possibile perdere. Solo dovete attrezzarvi per tempo ;)

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2 Comments

  1. Luca

    febbraio 10, 2014 at 8:04 pm

    Magari per un fisico potrà essere scontata la spiegazione, ma ti assicuro che rimangono tutti a bocca aperta dallo spettacolo. Anche se pochi lo vorranno ammettere, in fondo i fisici sono dei bambinoni che non hanno mai smesso di meravigliarsi…

    Sapere cosa succede certo non rende meno intensa la meraviglia ;)

    Reply

    • Erica lav

      febbraio 11, 2014 at 9:11 am

      Ciao Luca, suppongo tu sia un fisico…beh era quello che speravo di sentirmi dire :)
      anche se sono convinta che per chi non conosce le dinamiche di questi fenomeni è comunque la manifestazione di qualcosa che silenziosamente si muove intorno a noi e della quale diversamente non ci accorgeremmo, anche se poi, giustamente come dici tu, lo stupore è per tutti. Grazie!

      Reply

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