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Las Vegas: un giorno è pure troppo

“Un giorno a Las vegas”, pensavo, ma non riuscivo a scrivere questo post, che ho rimaneggiato parecchie volte, prima di riuscire a completarlo.  Forse perchè in fondo Las Vegas mi ha lasciato l’amaro in bocca. Ma come dire, viva il mondo perchè è vario. Allora ho deciso anche qui di dare la mia personalissima opinione.

Solo una premessa: Las Vegas è stata una tappa obbligata di un lungo viaggio on the road attraverso gli Stati Uniti sud-occidentali, un viaggio meraviglioso.

Mi dispiace ma non parlerò bene di L. V. Alcune persone incontrate in viaggio ci hanno detto che Las Vegas è divertente e che addirittura sarebbe stato bene non farci prendere la mano, magari stando solo un giorno. Sapevamo che sarebbe stata una tappa diversa dal resto del viaggio, ma non così tanto.

Joshua Tree, Nevada

Joshua Tree, Nevada

Arrivate a Las Vegas dopo interminabili ore di guida  in mezzo al traffico e spazi aridi e desertici, costellati di Joshua Tree, degli alberelli grassi deliziosi, tipici di questa zona, finalmente al tramonto entriamo in città. Ci precedono palmeti e qualche piccolo motel fuori mano.

Las Vegas, Nevada, arrivo

Las Vegas, Nevada, arrivo

Ho guidato in diverse strade americane, e nonostante ci mettessi particolare attenzione per non confondermi in mezzo al traffico e  a regole un pò diverse dalle nostre, non ho mai avuto problemi.  Ma  niente è stato così brutto come entrare a Las Vegas.  Ammesso che non vi prenda un attacco d’ansia – perché, vi avverto, sarete circondati da auto, semafori, corsie – appena metterete piede a terra, non sarete comunque rinfrancati: vi assalirà un caldo così afoso e appiccicoso, che vi ricorderà che siete decisamente nel deserto, anche se loro tentano di fartelo dimenticare.

Così appena arrivate rimpiango subito la “nostra piccola Page“, tappa precedente del viaggio, ma siamo sicure che la serata ci farà risalire il morale (l’importante è crederci).

Las Vegas, Strip

Las Vegas, Strip

Se venite a Las Vegas durante la settimana potrete soggiornare in un resort o Hotel di alta fascia spendendo pochissimo, ma il fine settimana è un delirio e i costi (ovviamente) lievitano. Giust’appunto noi arriviamo di sabato e quindi ci tocca un motel sfigato, frequentato da famiglie e coppie diciamo non proprio “raffinate” ;).

Prima tappa il palazzo MGM, dove ci lascia la navetta del nostro sfiga-motel (a quanto pare tutte le strutture offrono questo servizio). All’inizio grande entusiasmo, la stranezza di quello che vedete a Las Vegas non può lasciarvi impassibili, nel bene o nel male. Il punto è il secondo momento, quando la consapevolezza che la stranezza non é sinonimo di bellezza si imposesserá di voi.

A parte qualche turista o coppia meglio attrezzata, il panorama dei soggetti é ricco di clicé: ragazzine super vistose in gruppo che festeggiano addii al nubilato, cercano divertimento e sfarzo..e fin qui niente di male, se non fosse per la moda un pó anni ’80 e qualche abitino fatiscente di dubbia raffinatezza. Loro sono precedute da uomini viscidini che cercano chiaramente l’abbordaggio..e fin qui direte, niente di strano. In effetti si, ma in pratica no: a Las Vegas tutto diventa eccessivo e un pó grottesco.

Las Vegas

Las Vegas

All’MGM ceniamo in un ristorante “scenografato” come una giungla, ci sembra forse così di rimanere in tema “nature”. Ci sediamo al bancone (il bancone è uno dei posti migliori dove sedersi negli States, non fai la fila e sembri perfettamente integrato con gli abitanti del luogo, chiaramente anche loro al bancone e fai un sacco di chiacchiere).  Le nostre sedie avevano le code degli animali (vabbé!) e ogni tanto gli animali della jungla ruggivano all’altoparlante. Mangiamo un hamburger e andiamo avanti. Vi risparmio i piccoli dettagli, le vasche su e giù per la “Strip”, dove siamo entrate nei maggiori hotel. Qui vedi la tristezza di alcuni americani attaccati alle slot machine con sguardo fisso e poca allergia. Qualche donnina che balla sul tavolo e si scuote vicino al palo. Un pò di uomini, maschi, ragazzi che tentano di abbordarti in modi per i quali ti chiedi: “ma tu veramente pensi che così io possa anche solo dedicarti un secondo del mio tempo???”

Las Vegas, David Copperfield

Las Vegas, David Copperfield

E parliamo dell ultima nota dolente: i prezzi. Una bottiglietta d’acqua quando va bene costa 3,60 dollari e persino prelevare o pagare il taxi hanno dei tassi extra.

Insomma, a Las Vegas, o giocate, bevete e anche tanto (come molti dei ragazzi che incontrerete per strada), oppure sarete troppo sobri per apprezzare la bellezza, che in fondo bellezza non è, di questo posto così super patinato.

Non resta che partecipare ad uno degli show di David Copperfield e la serata è assicurata ;)

Certo, Las Vegas è per alcuni un mito, sicuramente un posto dove per qualche notte puoi uscire dalla normalità, prendere un bell’albergo fuori dalle righe assistere ai giochi delle finte fontane italiane e sentirti coccolato. A me semplicemente mancavano i contatti reali con le persone del luogo, così come era accaduto fino ad allora, la natura incredibile dei paesaggi americani.  Sono una noia, lo capisco ;).

Bene, a Las Vegas volevo dedicare due righe e invece..eccomi qui!

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7 Comments

  1. Arizona - Las Vegas- California. Part I

    gennaio 28, 2014 at 11:01 pm

    […] Flagstaff, Grand Canyon, Tuba City, Monument Valley, Page, Antelope Canyon, Las Vegas, Death Valley, Yosemite park, Big Sur, San […]

    Reply

  2. […] Death Valley dista circa un’oretta da Las Vegas. Dovete sapere che gli americani sono allarmisti e quindi dopo aver letto di tutto su questo parco, […]

    Reply

  3. saveriogaeta

    giugno 9, 2013 at 2:48 pm

    Ma non si può togliere la fastidiosa scritta “questa galleria contiene”? Ho lo stesso problema

    Reply

    • Erica lav

      giugno 19, 2013 at 10:29 pm

      Ciao Saverio, non so onestamente, ma a me non dispiace, almeno avvisa che dentro l’articolo ci sono altre foto, no? ;)

      Reply

  4. Sunday

    maggio 24, 2013 at 12:36 pm

    Ho letto questo articolo tutto d’un fiato, forse perchè sono attratta dagli States ma finora mi sono data all’Asia e ho solo visitato NYC nel lontano 2000. Mi sembrava di vivere ogni momento con te: non credo andrò mai a Las Vegas! E’ vero, stranezza non sempre è sinonimo di bellezza. Ho sempre sostenuto il contrario, ma LV pare proprio l’eccezione che conferma la regola. Attendo altri post sugli USA!

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    • Erica lav

      maggio 24, 2013 at 12:57 pm

      Sunday..beh, io adoro le curiosità, così come le persone che presentano delle stranezze, magari additate da altri come piccole pazzie. Qua la stranezza, forse come dici tu, è proprio l’eccezione che conferma la regola, o semplicemente, è una stranezza che riguarda più la tristezza. Nel manifesto degli spettacoli di Copperfield (nella foto del post) c’è scritto: “alter your reality”: credo sia questo il senso di Las Vegas.
      Ad ogni modo, ero un pò incerta se mi piacesse davvero la cultura americana prima di questo viaggio. Ma sono tornata talmente ricca, che consiglierei a tutti un itinerario americano. Chiaro vivere in un posto è un’altra cosa, ma sono un popolo incredibile ;). Un giorno scriverò un post solo su questo. Grazie del suggerimento ;) e…grazie sempre per i tuoi commenti!

      Reply

      • Sunday

        maggio 24, 2013 at 1:04 pm

        Anch’io ho visitato alcuni posti in cui stranezza era sinonimo di tristezza. Uno fra questi, Skopje in Macedonia. Certe città grigie e strane dell’Europa dell’Est… però hanno il loro fascino. E da tutte si torna arricchiti, anche se mentre siamo là ci chiediamo “Ma perchè mai sono venuta fin qui?”. Scrivi, scrivi!

        Reply

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