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Gabriele e il suo viaggio on the road da solo nei Balcani

Gabriele e il suo viaggio on the road da solo nei Balcani

Ho lavorato con Gabriele per la realizzazione di un progetto comune: un e’commerce per un cliente della nostra agenzia, Epidemia Lab. Gabriele è un programmatore software e anche quando lavora è una persona molto solare e disponibile. Ho scoperto poi della sua passione per i viaggi e così ho deciso subito di intervistarlo per avere anche il suo punto di vista sul tema del quale mi sto occupando: viaggiare da soli.  Ero sicura avrebbe dato un’impronta leggera e divertente al suo racconto. E non mi sbagliavo!

Di quale viaggio in solitaria ci vuoi parlare?

Il primo e unico: Croazia-Ungheria-Slovenia, in moto, nel 2005. In teoria la meta era Budapest, in pratica mi sono lasciato trasportare da tante altre cose meravigliose lungo il cammino, tanto che alla fine sono arrivato “solo” fino al lago Balaton.

Qual’era il sentimento dominante prima della partenza?

Tanto entusiasmo e tanta paura….di mangiare da solo. Era la mia più grande preoccupazione. Andare in un qualsiasi locale ed ordinare qualcosa da solo. E’ stato un pensiero passato più o meno il secondo giorno, quando ho iniziato a godermi anche il mangiare ed il bere in solitaria.

Cosa ti aspettavi da questo viaggio in solitaria?

Fare un po’ più mia la parola “libertà”

Quanto le tue aspettative si sono rivelate fondante e se non lo sono state, pensi siano state superate o deluse?

Superate, sverniciate e doppiate!! Per tornare ad un esempio legato al consumare i pasti da solo, la possibilità di mangiare quello che vuoi, nel locale che vuoi, seduto al tavolo che vuoi, nei tempi che vuoi. Pensaci un attimo, non è una possibilità così banale, che vivi tutti i giorni… (tra l’altro, in Croazia ed Ungheria si mangia davvero benissimo. Anche nel peggior locale da strada statale la qualità delle materie prime è sempre stata altissima)

Cosa cambia (se cambia) nel proprio approccio alle persone e alle esperienze quando si viaggia da soli?

Zero inibizioni, senti che tutto è lecito. Ho brindato all’urlo di “viva la f###” con altre 2 persone in un campeggio in Croazia. Lo sò, fa molto italiano medio bifolco, lo ammetto, ma l’ho fatto.

Cosa ti poterai per sempre nel cuore del tuo viaggio in solitaria?

Tutto. L’alba vista dalla nave prima di sbarcare a Dubrovnik, la camminata di ore tra i laghi della Plitvicka Jezera, la vita notturna di Zagabria (ed i suoi kebab), il tornado sul lago Balaton (vissuto da dentro la tenda), il restare in panne in Slovenia ed il rientrare in patria non come un cavaliere sul suo destriero (come sognavo che sarebbe avventuo) ma su un carro attrezzi del soccorso stradale.

Cosa suggeriresti a chi si appresta al primo viaggio da solo?

Non decidere la data del rientro (se ti è possibile ovviamente, io non avendo aerei da prenotare avevo margine) Vai in un posto dove non parli la lingua (porti la sfida su un livello più alto, credimi, ne vale la pena). Evita le grandi città (in una solitaria a Londra ti sentiresti sopraffatto, mentre nel fare il cammino di Santiago saresti assolutamente a tuo agio). Infine il consiglio banale: vai, non guardanti indietro e vai. Poche cose nella vita ti arricchiranno come un’esperienza del genere.

Grazie a Gabriele!
gabriele-massari

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