Cronache di viaggio, Europa
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Viaggio a Budapest

Ho detto mille volte “vado a Budapest”, ma nonostante i low cost che da poco hanno aperto ai cieli ungheresi è sempre stato difficile trovare il collegamento giusto che dalla Sicilia mi portasse laggiù.

La città è davvero bellissima e autentica, sembrerà banale, ma questa è una premessa importante per un racconto che spesso nell’immaginazione viene inquinato dalle aspettative e somiglianze che in molti dicono esserci tra Budapest e Praga. Sicuramente ci sono delle similitudini, ma l’unicità di Budapest è ancora viva e intatta; non è infestata dal turismo di massa ed è davvero piacevole e rilassante camminare per le sue strade e assaporare la sua particolare atmosfera.

Ma cominciamo dall’inizio. E seguo un ordine che è il mio mentale. Comincio dalla metropolitana che ci ha aperto uno primo sguardo sulla città e seguo con le cose che mi hanno colpito maggiormente, in ordine di priorità, ovvero “cosa non devi perdere” :).

1. Parliamo della metropolitana che porta al centro città, che sembra rimasta sempre la stessa dagli anni ’70, con ancora poltrone e pareti usurate,…volti, abiti e aria di gente comune. Polvere e storia allo stesso tempo.

Budapest, Chiesa di Santo Stefano

Budapest, Chiesa di Santo Stefano

2. il quartiere ebraico in cui non c’è niente da vedere, ma che in realtà conserva l’anima vera della città. Si tratta di uno dei quartieri più storici, eppure è un susseguirsi di piazzette, localini e negozietti moderni e vivaci, immersi in una cornice  che invece racconta una triste storia. E questa te la ricordi vivamente quando scopri il muro del ghetto (quello che ne rimane) nascosto in un condominio che lo cela ben bene, ma se lo guardi attentamente, il palazzo, è l’unico che può contenere quel muro, perché é l’unico rimasto intatto come allora. Ci siamo passati davanti due e tre volte. E alla fine ci siamo convinti che era arrivato il momento di citofonare e farci aprire il cancello per arrivare davvero fino al muro. Un’immagine mi ha impressionato (oltre al contesto condominiale e all’atrio, rimasto in totale e voluto stato di abbandono, rispetto agli altri edifici): la piccola mappa che visualizza  l’area che un tempo delimitava il ghetto.  Andateci e portate i vostri bambini.

Budapest, Terme

Budapest, Terme

3. Terme. A Budapest avete a disposizione tantissime terme storiche, ma si tratta di una dimensione, quella termale, che è sconosciuta per noi. E non perchè non sappiamo cosa siano, ma perchè vi assicuro, per quel che mi riguarda non ho mai visto stabilimenti così belli, ricchi e accessibili. Un’esperienza assolutamente da non perdere.

Le mie preferite  - e credo di poter dire che siano le più belle –  sono i bagni Szechenyi che si trovano all’interno del parco cittadino. Vi consiglio di arrivare percorrendo a piedi tutta Andrassy Utca, dall’Operà, una strada ampia e ricca di ville in stile liberty. Il viale si conclude in Piazzale degli Eroi, una piazza immensa e bella da cui si apre il parco. Addentratevi e cercate l’edificio giallo senape che troverete sulla sinistra (dando le spalle alla piazza). Entrate, date un’occhiata alla piscina all’aperto e da quel momento desidererete non perdere un minuto di più per immergervi in quella che sembra una specie di Piazza cittadina composta da tre piscine termali, circondate da un’architettura liberty. Ancora più bello quando intorno a voi c’è solo neve!

parlamento-budapest

4. Parlamento. Ok, simbolo del potere e della ricchezza, ma devo dire che l’avevo sottovalutato. Il palazzo non solo è bellissimo, ma nella visita guidata si scoprono moltissime peculiarità, come il fatto che per la sua costruzione sono state impiegate solo materie prime ungheresi. E questo per far sì che fossero gli stessi ungheresi a costruire il palazzo simbolo della democrazia (il paese con la costituzione più antica d’Europa!), sia per favorire l’economia interna in un periodo di crisi. Dal punto di vista estetico, il palazzo sembra appoggiato sul fiume e la vista migliore è sicuramente quella che si apre da Buda, magari dal Bastione dei Pescatori. La visita dura circa mezzora, ma vi attende una lunga fila all’esterno, perché bisogna rispettare dei turni orari che dipendono dalla lingua in cui sarà effettuata la guida. Quindi consiglio di prenotare in anticipo o arrivare di buon ora. A fianco al Parlamento, ci siamo affacciati sulla riva del fiume per vedere l’altro lato della città grazie ai bei raggi di sole da poco spuntati. “Finalmente” ho detto dentro di me, anche perché ci hanno permesso di assaporare la riva e il panorama in modo nuovo rispetto ai giorni precedenti, quando la neve, seppur bella, aveva ingrigito il cielo e i colori. Qui abbiamo cercato il monumento “Scarpe sul Danubio“, dedicato agli ebrei fucilati sulla riva del fiume, che con le sue circa 50 scarpe di ghisa abbandonate sul cemento e in preda a sabbiolina e solitudine, guardano l’altro lato della città.

Budapest, ponte

Budapest, ponte

In questo post ho tralasciato il Castello di Buda e i bei ponti della città, non perchè non valesse la pena di parlarne, ma perché seppur belli e interessanti, ho preferito dedicare spazio a tutti quei luoghi che ci hanno fatto respirare l’aria autentica di Budapest.

A margine di questo articolo, lascio dunque qualche consiglio pratico.

Il costo della vita è medio-basso (un boccale di birra 0,40 per esempio costa intorno ai 2 euro).

La città è facile da girare anche piedi, consiglio la metro solo se avete poco tempo e desiderate vedere davvero tutto.

Fra i localini per cena vi consiglio “koveles”, in Kazinczy Utca al quartiere ebraico: cucina ungherese, buona e abbastanza econimica..fra l’altro si tratta di un localino con una bella atmosfera e tanta gente ;)

Per qualsiasi altra necessità, chiedete pure :)

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One Comment

  1. 4 città al mondo da visitare

    febbraio 6, 2014 at 9:07 am

    […] Una città che non ti sciocca, non ti lascia a bocca aperta, ma ti mantiene in uno stato di serenità costante, di piccoli entusiasmi dovuti alla sensazione in certi attimi di tornare indietro nel tempo, per poi velocemente ripiombare nel presente, quando per esempio entri nel quartiere ebraico la sera, pieno di gente e di locali trendy.  Peccato che la mattina dello stesso giorno, camminvai nello stesso quartiere perdendoti alla ricerca del vecchio muro del ghetto: vai avanti indietro, ritorni li davanti finchè non ti decidi a suonare al portone di un vecchio palazzo e qualcuno di sicuro ti aprirà. Entri in questo condominio, l’unico nella zona lasciato nello stesso stato in cui si trovava alla fine della guerra e senti il magone che ti sale fino alla gola. Per finire scopri cosa significa fare il bagno all’aperto con la neve intorno, circondato da una piazza liberty di una città che invece non è altro che uno storico centro benessere. Questa è Budapest! […]

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