Idee e consigli, Viaggiare da soli
Antonio e un mese in Thailandia in solitaria

Antonio e un mese in Thailandia in solitaria

Proseguo la mia ricerca sul cosa significa viaggiare soli parlando con Antonio, fotografo professionista di terza generazione, laureato in lingue (parla inglese e francese). Nonostante parli poco, ero sicura che Antonio avrebbe scritto delle risposte lunghe e articolate alle mie domande. Aggiungere al suo racconto anche la visione delle sue bellissime foto, che trovate sul suo blog dedicato appunto al viaggio in Thailandia, vi restituirà il quadro preciso della sua esperienza e di questa terra.

Di quale viaggio in solitaria ci vuoi parlare? 

Il mio ultimo viaggio, un mese in Thailandia senza nulla di programmato partendo da solo. Ho comprato i biglietti una settimana prima di partire e sono arrivato a Bangkok senza sapere dove esattamente avrei dormito. Avevo deciso soltanto di fare le prime due settimane al sud e le restanti due al nord del Paese. Tutto il resto l’ho deciso sul momento. Ho spesso cambiato idea su cosa fare in base ai miei umori e a quello che le persone mi suggerivano. Ho anche incontrato una viaggiatrice solitaria come me (una argentina) e per poco più di una settimana ci siamo uniti in viaggio. Quando lei è ripartita per tornare a casa sono tornato ad essere da solo e ho continuato a viaggiare sempre seguendo il naturale evolversi del viaggio, un paio di volte ho anche fatto scegliere le mie destinazioni alla semplice monetina. Se volete seguire il mio viaggio giorno per giorno e vedere le immagini delle splendide persone che ho incontrato e dei magnifici luoghi visitati potete ripercorrerlo andando all’indirizzo del mio blog: www.antoniopistillo.it

Qual era il sentimento dominante prima della partenza? 

Il sentimento più forte che prevaleva era di entusiasmo, da tempo ormai non facevo un viaggio del genere e quindi non vedevo l’ora di partire. Non nascondo però che anche un po’ di timore si mescolava alla voglia di partire, in quanto un viaggio del genere presenta molte incognite che possono essere sia positive che negative. Un minimo di preoccupazione che qualcosa possa andare storto è normale che ci sia.

Cosa ti aspettavi da questo viaggio in solitaria?

Quello che chiedevo a questo viaggio era di staccare dalla routine quotidiana, di riposarmi e soprattutto di abbassare i livelli di stress altissimi nell’ultimissimo periodo a causa dei ritmi lavorativi sempre più intensi. Volevo anche fare un viaggio che mi desse ottimi soggetti fotografici da immortalare. Sono un fotografo di interni e professionalmente sentivo da un po’ il bisogno di cambiare per alcuni giorni specialità fotografica. Fotografare sempre gli stessi soggetti può essere alla lunga frustrante mentre provarsi con campi fotografici diversi è sicuramente molto stimolante. Inoltre sentivo il bisogno di un’esperienza forte da affrontare per conto mio per poter ascoltare maggiormente la parte più profonda di me stesso. Evidentemente avevo bisogno anche di meditare un po’ sulle ultime scelte nella mia vita.

Quanto le tue aspettative si sono rivelate fondate e se non lo sono state, sono state superate o deluse?

Mi aspettavo di riposarmi maggiormente, invece viaggiare da soli è sicuramente meno comodo che viaggiare in compagnia. Non hai nessuno su cui poter contare, per esempio, per guardarti i bagagli quando vuoi andare un attimo in bagno, e quindi alcune volte ti tocca faticare molto di più con i bagagli sulle spalle anche per semplici operazioni. Inoltre ho fotografato moltissimo e costantemente senza mai fermarmi. Passavo l’intera giornata dal mattino presto a visitare luoghi e a fotografarli e poi la sera fino a tarda notte a visionare, selezionare, post-produrre le foto da caricare sul blog e a scrivere quotidianamente i contenuti che accompagnano le mie foto. Inoltre cambiare quasi ogni giorno posto dove dormire e trovare i mezzi per gli spostamenti senza aver organizzato nulla è abbastanza impegnativo. Se la mia aspettativa di riposarmi fisicamente è stata delusa di sicuro sono pienamente soddisfatto del risultato fotografico. Ho realizzato tantissime foto e sono contento della qualità prodotta, inoltre ho messo su un blog che ha entusiasmato moltissime persone e questo mi ha dato una buona visibilità professionale facendomi quindi ottenere un risultato che non era tra le mie priorità ma che di sicuro non guasta. Per quanta riguarda lo stress posso affermare che l’obiettivo è stato raggiunto e anche superato, per tutta l’esperienza (escluso gli ultimissimi giorni) non ho minimamente pensato alle mille problematiche lavorative che ho lasciato chiuse a chiave nel mio studio in Italia. Stare con me stesso è stato salutare e confrontarmi con una cultura molto diversa dalla nostra mi ha aiutato a farmi tornare un po’ meno occidentale nella mia frenesia lavorativa e più orientale nel cercare di affrontare i problemi con calma e un pizzico di filosofia in più.

Cosa cambia (se cambia) nel proprio approccio alle persone e alle esperienze quando si viaggia da soli nell’

Non so per gli altri ma io quando viaggio da solo sono molto più aperto al prossimo, siamo animali sociali quindi anche se viaggiamo da soli c’è la voglia di fare incontri, anche semplicemente per una chiacchierata che possa interrompere per 5 minuti la nostra solitudine. Nel mio caso preferisco viaggiare da solo perché posso scegliere i luoghi, i modi e i tempi del mio viaggio, ma amo al tempo stesso incontrare gente nuova durante il cammino, persone che non si possono facilmente incontrare nella propria quotidianità e che proprio per questo e per la loro differenza con l’Italiano medio reputo molto interessanti. Nei confronti del mondo che mi circonda, quando giro da solo, sono decisamente più attento: stando in solitaria puoi contare solo su te stesso, se non vuoi perderti devi segnarti dei punti di riferimento che dovrai tu ricordarti, e per questo si guarda con maggiore attenzione e si cerca di usare tutti i sensi con maggiore intensità.

Cosa ti poterai per sempre nel cuore (se esiste qualcosa) del tuo viaggio in solitaria?

Del mio ultimo viaggio non dimenticherò mai la curiosità gioiosa nei miei confronti negli occhi delle persone delle zone meno turistiche. I tailandesi hanno un istintivo atteggiamento di apertura nei confronti del prossimo in quelle aree dove non sono molto abituati ai turisti. Ti danno subito fiducia, nonostante tu sia tanto diverso. Questo l’ho amato moltissimo.

Suggerimenti a chi si appresta al primo viaggio da solo:

Scegliti una meta che ti dia sufficiente sicurezza e lascia tutte le tue paure a casa. Se viaggi senza timori, sicuro di quello che stai facendo, potranno solo capitarti grandi avventure.

Grazie Antonio! Potete seguire il suo viaggio in Thailandia giorno per giorno e vedere le sue meravigliose foto sul suo blog

 

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