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4 città dove tornerei mille volte

4 città dove tornerei mille volte

Ho sempre pensato che il mondo è troppo grande per una sola vita. Che bisognerebbe iniziare a viaggiare da giovani. Ma forse serve la saggezza interiore per dedicarsi al viaggio con animo schietto e sincero e capire che ogni viaggio, ogni luogo, non è mai lo stesso.  Nel tempo ho imparato ad apprezzare il senso del ritorno. Per questo ogni tanto mi piace poter tornare in qualche posto speciale.

Per motivi diversi e forse incomprensibili quelle che elencherò di seguito sono le città che mi sopno rimaste nel cuore. Ognuna ha dato respiro a una parte del mio carattere, del mio essere e del mio modo di vedere le cose. Le grandi città sembrano certe volte non poter competere con le piccole. Ma quella che segue non è una classficia, quasi una citazione spontena.  Un ringraziamento per ognuno di questi posti che mi ha regalato qualcosa di speciale.

Budapest – Una città per curiosare

Le strade di Budapest

Le strade di Budapest

Una città che non ti sciocca, non ti lascia a bocca aperta, ma ti mantiene in uno stato di serenità costante, di piccoli entusiasmi dovuti alla sensazione in certi attimi di tornare indietro nel tempo, per poi velocemente ripiombare nel presente, quando per esempio entri nel quartiere ebraico la sera, pieno di gente e di locali trendy.  Peccato che la mattina dello stesso giorno, camminvai nello stesso quartiere perdendoti alla ricerca del vecchio muro del ghetto: vai avanti indietro, ritorni li davanti finchè non ti decidi a suonare al portone di un vecchio palazzo e qualcuno di sicuro ti aprirà. Entri in questo condominio, l’unico nella zona lasciato nello stesso stato in cui si trovava alla fine della guerra e senti il magone che ti sale fino alla gola. Per finire scopri cosa significa fare il bagno all’aperto con la neve intorno, circondato da una piazza liberty di una città che invece non è altro che uno storico centro benessere. Questa è Budapest!

Parigi – Una città per sognare

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Con il freddo, con il sole, con la pioggia, Parigi dà il meglio di sé in qualunque momento. Ma quello che ti sciocca è il suo essere perennemente presente. Parigi raccoglie tutto quello di cui la tua mente e il tuo cuore hanno bisogno per trarre ispirazione e sentimento. Non c’è un passaggio speciale, una via, un monumento, un museo (forse il museo d’Orsay) che posso citare come speciale. L’unico consiglio è camminare e assaporare. Vivere e sentire. Fermarsi ad ascoltare il gruppetto musicale di fronte Notre Dame, contemplare la Senna, rovistare tra le bancarelle di Saint Germain, assaggiare una crepes e ammirare il tramonto da qualche pennacchio speciale.

New York – Una città per cambiare

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Niente a che fare con il romanticismo e l’idealismo parigino, New York è la città che non ti aspetti. Io ho cercato un pezzo di quotidianeità nei parchi newyorkesi. Passi lì del tempo, leggi un giornale, ti sdrai per terra, mangi qualcosa e osservi. Il top per me è stato l’highline, una specie di parco sopraelevato dove un lungo corridoio circondato da una rigogliosa vegetazione ti accompagna il passo e dal quale vedi un pò più da vicino i grattacieli…poi cammini e scopri che ci sono ancora i binari originari dove passava il treno  e ti rendi conto che a New York tutto può essere trasformato. Tutto può essere portato all’ennesima potenza. New York è una continua escalation di emozioni. Me ne sono andata quasi piangendo. Inutile un posto che ti rivolta dentro, se dentro di te si cela la voglia di conoscere, ambire ed evolverti.

Lisbona – una città per assaporare

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Concludiamo con immagini che ci portano alla inaspettata vita di tutti i giorni. Perché a Lisbona secondo me si vive bene. Lisbona è una città dall’animo schietto e decadente. E’ una vecchia signora dal carattere rampante e senza troppe preteste. Senza pretesa perché ha tutto. Perché si sveglia la mattina o si gode il tramonto da uno sei suoi meravigliosi “miradouri“, queste terrazze piene di gente che si affacciano sulla città e guardano verso l’oceano. Perché custodisce l’atmosfera autentica dei vicoli storici dell’Alfama dove vedi la vita nelle sue forme più vere e poetiche. La prima delle tre volte che sono stata a Lisbona, sono arrivata in macchina dopo un lungo viaggio, attraversando il  ponte…che spiazza le tue attese sulla città, dandoti l’idea di qualcosa di futuristico, forse perché  assomiglia a qualche ponte visto in tv. E invece ti fa entrare lentamente in questo microcosmo così vero, gioviale e nostalgico.  Devi entrare nel suo ritmo per capirla. Lisbona per me è Sud.  Ha la luce del sud. Ha i colori del sud. Ha la gente del sud.

 

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